Perché ho rifatto il mio sito

Da mesi il mio sito non mi convinceva più.
Non era brutto o rotto, semplicemente non mi rappresentava davvero. Era online, funzionava, mostrava alcuni progetti, ma sembrava più un contenitore che uno spazio pensato con uno scopo preciso.
Il problema era proprio questo: non gli avevo dato una direzione.
Un sito web personale non dovrebbe essere soltanto una pagina in cui raccogliere qualche informazione e una lista di lavori. Dovrebbe spiegare cosa fai, per chi lo fai e in che modo lavori.
Il mio vecchio sito questo non lo faceva abbastanza.
Così ho deciso di riprogettarlo da zero partendo da una domanda semplice:
cosa voglio che capisca una persona quando arriva qui?
La risposta, alla fine, è diventata la struttura stessa del sito.
Volevo che fosse chiaro cosa faccio, quali servizi offro, che tipo di progetti realizzo e quale approccio seguo.
Allo stesso tempo, non volevo trasformarlo in una vetrina troppo commerciale o impersonale.
Cercavo uno spazio essenziale e ordinato, ma anche riconoscibile e personale.
Una homepage che racconta di più
La homepage è stata una delle parti che ho ripensato maggiormente.
Nella versione precedente aveva soprattutto il compito di presentarmi e mostrare alcuni progetti.
Oggi invece funziona più come una panoramica di tutto il sito.
Chi arriva può capire rapidamente chi sono, di cosa mi occupo, quali servizi offro, vedere alcuni lavori e approfondire le sezioni che gli interessano.
Ho cercato di evitare una homepage troppo piena, ma allo stesso tempo non volevo più che fosse soltanto un’introduzione molto breve.
L’obiettivo era trovare un equilibrio: dare abbastanza informazioni per orientarsi, senza raccontare tutto nella prima schermata.
Dare più spazio ai servizi
Uno dei cambiamenti più importanti è stato separare meglio i diversi tipi di lavoro che posso offrire.
Prima il sito raccontava soprattutto i progetti realizzati.
Ora ho aggiunto pagine dedicate ai principali servizi:
- rifacimento di siti web;
- siti web su misura;
- web app e gestionali;
- manutenzione di siti web.
Questa scelta non serve soltanto a presentare meglio quello che faccio.
Mi permette anche di spiegare le differenze tra servizi che, visti dall’esterno, possono sembrare molto simili.
Un restyling di un sito esistente, ad esempio, parte da esigenze molto diverse rispetto alla progettazione di un sito completamente nuovo.
Allo stesso modo, una web app non ha gli stessi obiettivi di un sito vetrina.
Avere pagine separate mi permette di raccontare meglio problemi, esigenze, funzionalità e modalità di lavoro senza comprimere tutto dentro poche righe.
Ripartire dai progetti
Il portfolio rimane comunque una parte centrale del sito.
Volevo che i lavori fossero facili da trovare e che avessero abbastanza spazio per essere osservati senza essere nascosti dentro pagine troppo dense.
Ogni progetto nasce da esigenze differenti: alcuni sono restyling, altri partono completamente da zero, altri ancora comprendono funzionalità più tecniche o strumenti creati per semplificare la gestione dei contenuti.
Per questo non volevo limitarmi a mostrare una serie di screenshot.
Le pagine dei singoli progetti mi permettono di raccontare meglio il contesto, il problema iniziale e il tipo di intervento che ho realizzato.
In questo modo il portfolio non è soltanto una raccolta di lavori, ma anche un modo per mostrare concretamente il mio approccio.
Un’identità visiva più coerente
La riprogettazione del sito mi ha costretto anche a ragionare meglio sulla mia identità visiva.
Come volevo essere rappresentato?
Cercavo qualcosa di minimale, ma non freddo o anonimo.
Ho scelto quindi una palette essenziale, con colori chiari, contrasti delicati e molto spazio tra gli elementi.
Come colore di accento ho mantenuto un tono mattone, abbastanza presente da dare carattere all’interfaccia ma senza diventare dominante.
Anche la tipografia segue la stessa logica: semplice, leggera e leggibile.
L’obiettivo non era creare qualcosa di particolarmente appariscente, ma un sistema visivo coerente che lasciasse spazio ai contenuti e ai progetti.
Un sito pensato anche per spiegare
Con il tempo ho capito che il sito non doveva servire soltanto a mostrare ciò che realizzo.
Volevo anche che aiutasse chi arriva a capire meglio alcune scelte e alcuni concetti legati al web.
Quando si cerca un professionista per realizzare o rifare un sito, infatti, ci si trova facilmente davanti a termini come dominio, hosting, SEO, manutenzione, responsive design o CMS.
Per chi lavora nel settore sono parole normali.
Per chi deve semplicemente creare il sito della propria attività, non sempre lo sono.
Per questo alcune pagine del sito cercano di spiegare non soltanto cosa posso fare, ma anche perché può essere utile e quali problemi può risolvere.
È un approccio che sto portando anche nel blog.
Perché aprire un blog
Verso la fine dello sviluppo ho capito che non mi bastava mostrare progetti e servizi.
Volevo avere uno spazio più libero in cui approfondire argomenti che nelle pagine principali avrebbero avuto poco spazio.
Il portfolio mostra il risultato finale, ma non permette sempre di spiegare perché una pagina è strutturata in un certo modo, quali compromessi sono stati fatti o cosa c’è dietro a una determinata scelta tecnica.
Il blog nasce quindi da due esigenze.
La prima è raccontare meglio il mio lavoro.
Qui posso parlare di sviluppo web, progettazione, restyling, manutenzione, performance e delle decisioni che prendo durante i progetti.
La seconda è più divulgativa.
Vorrei utilizzare questo spazio anche per rendere più comprensibili alcuni concetti legati al web e allo sviluppo, soprattutto per chi non lavora in questo settore.
L’idea è spiegare argomenti tecnici con un linguaggio semplice, senza dare per scontato che chi legge sappia già cosa siano un dominio, un server o un DNS.
Non sarà quindi un blog pensato per inseguire continuamente nuovi argomenti, ma un archivio di guide, appunti e riflessioni che possano avere senso anche nel tempo.
Un sito che può continuare a crescere
Una delle cose che volevo evitare era creare nuovamente un sito destinato a rimanere immobile.
La struttura attuale mi permette invece di aggiungere nuovi progetti, articoli e contenuti senza dover ripensare ogni volta tutto da capo.
Probabilmente continuerà a cambiare.
Cambieranno i lavori che realizzo, il mio modo di progettare e forse anche alcuni servizi.
Ma oggi il sito ha finalmente una direzione più chiara.
Non è più soltanto un portfolio.
È uno spazio in cui posso mostrare il mio lavoro, spiegare cosa faccio, raccontare come lo faccio e condividere quello che imparo lungo il percorso.
Ed è probabilmente questa la differenza più importante rispetto alla versione precedente.

