Internet inquina?

Internet inquina?

Internet inquina?

Quando pensiamo all’inquinamento ci vengono in mente fabbriche, auto, aerei, plastica e altre cose fisiche.

Internet invece sembra quasi non esistere veramente. Apriamo un sito, mandiamo un’email, guardiamo video e salviamo foto nel cloud, tutte azioni che si concludono in pochi secondi senza che davanti a noi si muova nulla.

Eppure dietro ogni cosa che facciamo online ci sono computer, cavi, router, server, data center, antenne e molti altri dispositivi che devono essere in qualche modo costruiti, alimentati, mantenuti in funzione.

Quindi sì, internet inquina.

Internet esiste anche nel mondo reale

È facile pensare a Internet coma a una specie di spazio invisibile in cui vivono siti, foto, file e applicazioni.

In realtà tutto quello che vediamo risiede da qualche parte fisicamente.

Prendiamo come esempio un’azione semplicissima: aprire una pagina web.

Come ho spiegato anche in questo articolo, quando digitiamo un indirizzo nel browser, il nostro dispositivo invia una richiesta attraverso la rete.

La richiesta arriva a computer, chiamato server, che contiene le informazioni necessarie a mostrarci quella pagina.

Il server risponde mandandoci testi, foto e file che compongono il sito web cercato.

In mezzo ci sono fibra ottica, route, infrastrutture di rete e altri dispositivi che permettonno ai dati di viaggiare.

I server non stanno in una nuvola

Una delle parole del web che crea più confusione è sicuramente cloud.

Noi salviamo foto “nel cloud”, usiamo software “in cloud” e facciamo backup “sul cloud”, come se fosse un posto astratto.

Nella realtà i nostri dati vengono salvati su computer reali. Molti di questi computer si trovano nei data center, strutture create appositamente per ospitare server e sistemi informatici.

Questi server devono restare accesi continuamente e, come ogni altro dispositivo, consumano energia.

Bisogna raffreddare

A tutti noi è capitato che, dopo un pesante utilizzo del computer, iniziassero a girare le ventole e a scaldarsi il dispositivo.

Immaginiamo invece migliaia di computer molto più potenti tutti insieme nella stessa struttura: il calore diventa inevitabilmente un problema.

Per questo i data center hanno bisogno di un importante sistema di raffreddamento.

Quindi l’energia non viene usata soltanto dai server, ma anche da tutto ciò che serve per mantenerli nelle condizioni giuste.

Anche i dati devono viaggiare

In un modo o nell’altro, i dati devono arrivare fino al nostro dispositivo, che il server sia dietro casa o dall’altra parte del mondo.

Per farlo, attraversano reti di telecomunicazione composte da molte infrastrutture diverse.

  • guardando un video, il dispositivo continua a ricevere dati durante la riproduzione
  • quando scarichiamo un file, la rete deve trasferirlo
  • quando facciamo una videochiamata, inviamo e riceviamo costantemente audio e video

Tutta questa parte di internet ha bisogno di energia per funzionare.

E il nostro dispositivo?

La parte più ovvia e vicina a noi, è il dispositivo che utilizziamo per poterci collegare a Internet.

Smartphone, tablet, computer, televisori e console, hanno bisogno anche loro di energia per funzionare mentre li utilizziamo.

Ma soprattutto devono essere prodotti.

Produrre un computer o uno smartphone significa estrarre materiali, lavorarli, costruire componenti, assemblarli e trasportare il tutto fino a noi.

Per questo parlare di sostenibilità digitale non significa soltanto chiedersi quanta energia consuma una ricerca online.

Significa guardare tutto il sistema.

Quindi ogni click fa male all’ambiente?

Qui è importante non andare nell’estremo opposto, sapere che internet ha un impatto ambientale non significa che dobbiamo sentirci in colpa ogni volta che apriamo Google.

Il punto non è smettere di usarlo, ma capire che anche il digitale utilizza risorse reali ed essere consapevoli dei propri consumi.

Leggere una pagina composta principalmente da testo non è la stessa cosa che guardare per ore video ad alta qualità.

Inviare un messaggio non è la stessa cosa che generare decine di immagini con l’intelligenza artificiale.

Aprire un sito molto leggero non è la stessa cosa che aprirne uno pieno di video, animazioni, tracker e file enormi.

Quando parliamo di “Internet” stiamo quindi mettendo insieme attività molto diverse, perciò frasi come “una ricerca inquina Y” o “una mail produce Y” possono essere fuorvianti.

Anche i siti web possono essere più o meno efficienti

Due siti che fanno praticamente la stessa cosa possono essere costruiti in modi diversi.

Uno può avere immagini enormi, caricamenti inutili e tantissimo codice.

L’altro, invece, potrebbe essere leggero, veloce e caricare solo quello che serve.

Dal punto di vista dell’utente cambia la velocità; dal punto di vista tecnico cambia la quantità di risorse necessaria.

Qui entra in gioco il concetto di sito web sostenibile: cercare di ottenere lo stesso risultato evitando sprechi inutili.

Cosa possiamo fare noi?

Una delle cose più utili è semplicemente utilizzare più a lungo i dispositivi che abbiamo già, senza cambiare smartphone ogni volta che esce un nuovo modello (che sarà comunque identico al precedente).

Possiamo poi evitare sprechi evidenti nei siti web: video che partono da soli, file enormi inviati senza motivo, backup duplicati ovunque e servizi che non utilizziamo.

Ma una parte importante della responsabilità è anche di chi quei servizi li crea.

Un’applicazione dovrebbe essere efficiente.

Un sito dovrebbe essere ottimizzato.

Un servizio online dovrebbe utilizzare le risorse necessarie, non tutte quelle che riesce a utilizzare.

Internet non è immateriale

Questo è il concetto più importante: capire che internet non è invisibile e poggia su un’enorme infrastruttura fisica.

Ogni volta che facciamo qualcosa online stiamo utilizzando una piccola parte di quella infrastruttura ed è giusto iniziare a considerare anche il digitale quando parliamo di sostenibilità.