Perché ho rifatto
il mio sito
Una riflessione sul redesign del mio sito personale, tra identità visiva, portfolio e blog.
Da mesi il mio sito non mi convinceva più. Non era brutto o rotto, semplicemente non mi rappresentava. Era un oggetto appoggiato lì sullo scaffale più alto, dimenticato. Era solo un sito online senza una direzione.
Il problema era che non gli avevo dato uno scopo.
Un sito web personale non dovrebbe essere soltanto una pagina in cui ammucchiare qualche informazione e stilare una smilza lista di progetti. Dovrebbe raccontare qualcosa: un modo di lavorare, un approccio, una visione d’insieme; dovrebbe far capire non soltanto chi, ma anche come.
E il mio vecchio sito questo non lo faceva.
Quindi ho deciso di riprogettarlo da zero rispondendo a una domanda: cosa voglio che trasmetta?
Ho capito che oltre a essere il mio portfolio di lavori, volevo trasmettere e lasciare qualcosa. Non volevo creare un sito pieno di cose, non è affatto il mio stile, ma nemmeno creare una vetrina rigida e troppo fredda.
Volevo uno spazio essenziale, pulito ma allo stesso tempo personale. Un portfolio in cui mostrare i miei progetti, raccontare il mio metodo di lavoro e le scelte che faccio.
Ripartire dai progetti
La prima cosa a cui ho lavorato è stata la homepage: volevo che, oltre al mio nome, si vedessero subito i miei lavori.
Ho sviluppato quindi una griglia visiva ordinata che dà respiro a ogni progetto e rende la navigazione immediata. Ogni lavoro racchiude una storia diversa: restyling, soluzioni più tecniche e funzionalità create ad hoc per semplificare la gestione dei contenuti.
Volevo dare spazio a ogni progetto senza costringere chi visita il sito a cercare troppe informazioni.
Un’identità visiva più coerente
La riprogettazione del sito mi ha costretto anche a ragionare meglio sulla mia identità visiva, cosa essenziale per qualsiasi sito web.
Come volevo essere rappresentato?
Volevo qualcosa di minimale, ma non freddo e anonimo. Ho scelto quindi una palette molto essenziale, con colori chiari e contrasto leggero, e ho dato molto spazio agli elementi in modo da guidare l’occhio del visitatore.
Come colore di accento, a rompere questa neutralità, ho scelto un rosso mattone: non è invadente, ma aggiunge carattere e un senso di calore ai dettagli.
La tipografia segue la stessa logica: font semplici, leggeri e leggibili. Ho creato un mix tra tono pulito e tono più tecnico, per avere un’interfaccia che comunichi sia umanità che sviluppo.
Perché aprire un blog
Verso la fine dello sviluppo ho capito che non mi bastava solo “mostrare cose belle”. Volevo lasciare qualcosa al visitatore, avere uno spazio più libero per comunicare e raccontare meglio il mio modo di lavorare.
Il portfolio mostra tanto, ma non mi permette sempre di spiegare a fondo alcune scelte fatte: perché una pagina è costruita in un certo modo, perché ho scelto una determinata struttura, cosa c’è dietro a un dettaglio grafico o tecnico.
Ho deciso quindi di implementare anche questa sezione: il blog.
Il primo motivo è legato al mio lavoro. Volevo uno spazio in cui approfondire alcune scelte che faccio nei miei progetti: web design, sviluppo web, dettagli tecnici, struttura dei contenuti e scelte progettuali.
Non sarà un blog pensato per inseguire argomenti generici, ma un archivio di appunti e riflessioni legate al modo in cui costruisco siti web e applicazioni.
Il secondo motivo, invece, è più divulgativo. Vorrei usare questo spazio anche per rendere più comprensibili alcuni concetti legati al web e allo sviluppo, soprattutto per chi non lavora in questo settore e non ha familiarità con certi termini o ragionamenti.
L’idea è parlare di web e sviluppo software con un linguaggio semplice e accessibile: da una parte per raccontare meglio il mio metodo, dall’altra per aiutare chi non conosce questo mondo a orientarsi con più consapevolezza.
Punto di inizio
Probabilmente questo sito continuerà a cambiare. Aggiungerò nuovi progetti, nuovi articoli, nuove sezioni o piccoli dettagli che oggi magari non ho ancora previsto.
Però, rispetto alla versione precedente, ora ha uno scopo più chiaro.
È uno spazio per raccogliere il mio lavoro, raccontare meglio cosa faccio e costruire una presenza online più coerente con il modo in cui voglio lavorare.
Un sito personale non deve per forza dire tutto subito, ma deve almeno iniziare a dire qualcosa di vero.